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Il Tempo delle Donne

Qual è il tempo delle donne? Sei troppo giovane a 20 anni, sei in età da figlio a 30 e troppo grande a 40 anni. Hai un’etichetta o una lettera scarlatta che ti accompagna per sempre.

Il tempo delle donne è un concetto che ancora ci devono spiegare, non è mai il nostro tempo o lo abbiamo perso per un attimo. Per afferrarlo abbiamo bisogno di rincorrerlo e di appropriarcene scoprendoci poi troppo ciniche.

Il tempo delle donne è sempre stato un argomento che volevo approfondire, perché ogni momento è un momento che nella fase della vita appartiene a una categoria che è già stata stabilita per noi.

Ma quando è il momento di uscire dagli schemi? Quando fare un figlio è legato necessariamente ai 30 anni e quindi costrette ad indossare l’etichetta “rischio assenza prolungata al lavoro”?

Sento dire troppo spesso, sei hai 30 anni potresti essere scartata ad un colloquio di lavoro perché sei in età da figlio, se ne hai 40 sei troppo senior, ma se ne hai 20 sei troppo junior.

Credo sia un po’ il momento di uscire da questi schemi, perché il cervello umano ha una dignità superiore. C’è un’interessante iniziativa del Corriere della Sera che si chiama proprio Il Tempo delle Donne la Felicità.Adesso in cui ci si chiede proprio quale sia il tempo in cui le donne possano effettivamente sentirsi realizzate come mamme, come donne, come persone “fuori dai solchi tracciati profondi e stretti prima di noi”.

Il tempo non è solamente quello che conosciamo e che inesorabilmente ci porta verso la fine di questa vita. Il tempo è da intendersi anche dilatato orizzontalmente. Lo scopro con i miei 41 anni suonati, ora che decido che la mia vita non deve necessariamente prendere la direzione standard che Fantozzi ci ha insegnato nelle sue tristemente comiche storie.

Il Tempo delle donne è distribuito su più fronti. Su più ruoli. Su più tempi.

Perché ridurre tutto ad un solo tempo?

Grazie all’avvento del digitale oggi possiamo esercitare le nostre passioni e i nostri impegni in più momenti. Possiamo incastrare le attività della giornata senza la frustrazione del cartellino da timbrare e il bambino malato curato spesso dalla baby-sitter.

Perché rinunciare al tempo della mamma o al tempo della professionista o soprattutto al tempo della donna?

Oggi gli incastri sono difficili, ma la strada che ci porta a raggiungere un compromesso tra le diverse dimensioni che compongono la vita di una donna, sembra cominciare a prendere una forma.

Il coraggio di mollare tutto non è così banale e semplice. Maturare la possibilità di una via di fuga per la libertà di espressione non è così facile.

Vorrei soffermarmi un attimo sulla parola “espressione”: anche questo ha il suo peso nel tempo che ci ritagliamo per essere il prisma che siamo. L’espressione vuol dire libertà di dire la propria opinione, senza ovviamente offendere nessuno, con la spensieratezza di non camminare sui cocci rotti e rischiare di ferirsi. L’espressione vuol dire poter indossare l’abito che ci fa sentire belle senza avere i commenti di chi si sente sicuro dietro un abito grigio.

La libertà di esprimersi di una donna è il sorriso all’improvviso e la frivolezza di un attimo senza che si puntualizzi il “cervello da gallina”,per chi ha paura di sciogliersi in una leggerezza.

Voglio terminare con una poesia di Alda Merini che sta circolando sui social negli ultimi giorni e che, come una catena di Sant’Antonio, ho ricevuto diverse volte anche io. In genere tendo ad ignorarle, ma questa volta mi ha colpito talmente che voglio condividerla con chi non ha avuto modo di leggerla attentamente. Ricordo che la catena è partita per un’iniziativa contro la violenza sulle donne con l’hashtag #Noallaviolenzasulledonne alla quale mi unisco condividendo questo bellissimo pensiero di Alda Merini:

Sei bella.

E non per quel filo di trucco. Sei bella per quanta vita ti è passata addosso, per i sogni che hai dentro e che non conosco.

Bella per tutte le volte che toccava a te, ma avanti il prossimo.

Per le parole spese invano e per quelle cercate lontano.

Per ogni lacrima scesa e per quelle nascoste di notte al chiaro di luna complice.

Per il sorriso che provi, le attenzioni che non trovi, per le emozioni che senti e la speranza che inventi.

Sei bella semplicemente, come un fiore raccolto in fretta, come un dono inaspettato, come uno sguardo rubato o un abbraccio sentito.

Sei bella e non importa che il mondo lo sappia, sei bella davvero, ma solo per chi ti sa guardare.

Alda Merini

A proposito di donne, concludo con il consigliarvi un libro molto interessante che non poteva avere titolo diverso: Il Tempo delle Donne di Elena Cizova, lo avete letto?

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4 commenti su “Il Tempo delle Donne

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