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I Ritardatari Sono degli Ottimisti

Ecco una buona notizia per i ritardatari cronici: i ritardatari sono degli ottimisti.

Lo rivela una ricerca fatta dal Dott. Salvatore Di Salvo, psichiatra e presidente dell’Associazione per la ricerca sulla depressione di Torino, e pubblicata sulla rivista scientifica Airone. Le persone che non riescono ad arrivare puntuali ad un appuntamento non sono più da condannare. A loro è associato un profilo psicologico tutt’altro che riprovevole. Sono degli ottimisti e degli entusiasti, prendono la vita con calma e soprattutto non si fanno travolgere dall’ansia.

Il tempo per loro è un concetto che non li condiziona del tutto, sono in sostanza dei rilassati e non vengono sopraffatti dall’ansia di arrivare in orario.

Bisogna però specificare che ci sono categorie diverse di ritardatati:

  • c’è il ritardatario egoista, lui/lei se ne frega di chi sta aspettando e non ha rispetto degli altri
  • c’è il ritardatario per fattori esterni, colui/colei che ce la mette tutta per arrivare in orario, ma c’è sempre un fattore contingente, un imprevisto che non gli/le permette di arrivare all’appuntamento puntuale
  • c’è il ritardatario ottimista, ed è la categoria di cui parliamo. Non è una mancanza di rispetto nei confronti degli altri, costretti ad aspettare. E’ una forma mentis, un modus operandi insito nella propria personalità. Prendere la vita con filosofia, con brio in tutte le sue sfaccettature e di conseguenza considerare il tempo in modo così relativo che non è più la persona ad inseguirlo ma è il tempo stesso ad adeguarsi al ritmo del ritardatario.

Quindi essere ritardatari non è una malattia, arrivare in ritardo ad un appuntamento potrebbe essere questione di un temperamento più godereccio e meno stressato.

Al contrario i puntuali e chi vive con l’orologio alla mano ha, di conseguenza, una personalità più ansiosa e incline allo stress.

Va sempre di corsa e spesso si trova a sbraitare davanti ad un semaforo rosso, perché sopraffatto dal tempo che passa e dalla campanella della scuola che suona.

L’ansioso è spesso da ritrovare in quel che viene definito il “milanese imbruttito”, che trova sempre un motivo per lamentarsi: perché c’è troppa gente, perché la metro è piena, perché il semaforo è rosso e perché c’è un’auto che rallenta il traffico la domenica mattina.

Le considerazioni che ne derivano nascono spontanee.

Il Tempo visto da un Settentrionale

Parlavamo di milanese imbruttito questa la dice lunga sulla gestione del tempo del tipico settentrionale generalmente puntuale e preciso.

L’orologio è sempre ben visibile, l’orario è tassativo, le riunioni cominciano puntuali e l’ingresso in ufficio è alle 9:00, non più tardi. La giornata è cadenzata da momenti scanditi da una manciata di minuti da destinare ad ogni attività già preventivamente schedulata.

Tutto ha una sua casella e un suo ordine, non si dà sfogo all’improvvisazione, perché è tutto calcolato, anche il “fuori onda”.

Il ritardo è giustificato solo da eventi talmente drastici a cui non è possibile far fronte. Se non vivi in una grande città del nord non è comprensibile il tam tam che impari in fretta a seguire. Anche perché se non entri nel ritmo giusto sei fuori dal giro.

Allora eccoti al semaforo rosso a litigare con chi ti intralcia la strada mentre accompagni le bimbe a scuola, sperando di traguardare almeno la seconda campanella, quella che determina la chiusura inesorabile delle porte della scuola.

Eccoti alla guida come se fossi su una pista di Formula1 accaparrarti l’ultimo posto del parcheggio aziendale, che al nord è già stracolmo alle 8:30.

Timbrare il cartellino prima che scatti l’orario fatidico,correre a prendere un caffè al volo prima che cominci la riunione dove tutti saranno necessariamente puntuali e tu, ormai assorbita dalla mentalità nordica,sarai la prima di tutte e bacchetterai chi ha osato fare tardi.

Guai se in call ci sono persone che arrivano dal caldo e rilassato sud: aria calda e aria fredda si scontrano e ciò che più di frequente avviene è un forte temporale di abitudini e indole contrastanti.

Il telefono squilla e dall’altro lato non risponde nessuno,dopo 10 minuti si sente una flebile voce rilassata di qualcuno che si è appena collegato e aspetta chi, con ancora più calma, è andato a far colazione.

Il Sud Italia e la calma che lo contraddistingue

Come al Nord la velocità e il senso della puntualità sono dei punti forti, al Sud la calma e il ritardo sono nel DNA fin dalla nascita.

Non è colpa dei meridionali, la responsabilità è da attribuire alla storia che vede gli spagnoli come dominatori del territorio meridionale per lungo tempo.

Il guaio lo hanno fatto i Borboni che con la loro siesta ci hanno condizionato la cultura e le abitudini. Ormai dopo tutto il tempo trascorso sotto la loro dominazione,nonostante tutto il caffè bevuto, la lentezza e la calma regna sovrana.

Il semaforo rosso, quando è rispettato, è un’occasione per  fare una chiacchierata con la persona nell’auto accanto. Se la riunione è fissata alle 10, il fuso orario è naturale per i partecipanti del meridione. Tutto si sposta di almeno mezz’ora o un’ora rispetto a quanto fissato. L’orario di cena, la merenda, la spesa e quando accade che chi è abituato alla puntualità si immerge nella flessibilità e nella calma meridionale diventa ancora più sclerotico.

L’ottimismo e l’entusiasmo non fanno parte del proprio DNA e quanto più trovi persone ottimiste ed entusiaste sul tuo cammino, peggio ti senti.

Purtroppo le città dinamiche come Milano non concedono vita facile ai ritardatari ottimisti, ma chi conserva il suo entusiasmo riesce ad adeguarsi ai ritmi di una città in movimento come Londra o Milano?

Come non essere ritardatari pur conservando l’ottimismo

Come si può essere puntuali pur conservando l’entusiasmo che caratterizza il ritardatario?

Ecco alcune regole da seguire:

  1. Preparati in anticipo: i vestiti da indossare il giorno dopo, il necessario da portare al lavoro, l’abbigliamento dei bimbi e i loro zaini, vanno preparati preferibilmente la sera prima così che al mattino non ci siano sorprese o cambi di programma che fanno accumulare ritardo e aumentano l’ansia e lo stress
  2. Considerati già in ritardo, anche se non lo sei, sposta in avanti l’orologio di 5/10 minuti così se ti imbatti in un imprevisto hai quella manciata di minuti come cuscinetto per non agitarti
  3. Dormi bene: un sonno fatto bene senza interruzioni e nel numero di ore giuste ti aiuta ad affrontare la giornata con maggiore grinta. E’ ovvio che se sei una mamma di bimbi piccoli come me questo consiglio resta solo un sogno prima o poi realizzabile…
  4. Considera il guadagno di rispetto e credibilità nei confronti dei tuoi colleghi e di chi ti sta attorno. Acquisti affidabilità e il tuo capo non esiterà ad affidarti i compiti di maggiore visibilità perché gli hai dimostrato che può fidarsi della tua puntualità nella consegna dei progetti.

Cosa ne pensi?

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Un commento su “I Ritardatari Sono degli Ottimisti

  1. …in linea di massima sarei anche d”accordo,detto da un ansioso cronico ! C’è un bel motivetto musicale ove la parola “dipende” fa da cesura rispetto alle situazioni in cui anche un minuto di ritardo può essere dannoso x chi subisce un diservizio più o meno grave.
    Complimenti,una riflessione x chi lo legge !

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