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Aprire la P.IVA: gioie e dolori di un freelance

L’emozione di un traguardo raggiunto, e il timore di come affrontarlo!

L’emozione di un traguardo raggiunto e il timore di come affrontarlo!

Aprire la Partita Iva durante la quarantena da Covid-19 è una di quelle cose che non mi sarei mai aspettata.

Era tra i miei obiettivi di quest’anno, ma subito infranto con l’ondata epidemica del Coronavirus. Dicevo a me stessa, infatti, a proposito di obiettivi da raggiungere, quest’anno rimaniamo “sotto coperta” cara mia, con questa crisi già ci va bene se riusciamo a mettere qualcosa da parte.

Nel mio caso, poi, che lavoro in comunicazione con le piccole realtà, sarà dura spuntarla dopo le chiusure forzate viste, purtroppo, in questi giorni.

Allora, senza perdermi d’animo ero pronta a mettere da parte i miei progetti, o quantomeno rimandarli a nuovo anno, quando cominciano a presentarsi una serie di opportunità, una in particolare, che mi destano dai miei pensieri negativi e in una settimana eccomi con P.Iva, collaborazione illustre e nuovi preventivi da preparare.

Dico, mi gira bene, giorni in casa frenetici con il lavoro che si intensifica e progetti che si concretizzano, diversamene dalle previsioni.

Il momento fatidico del grande SI alla P.IVA.

Va da sé che aprendo ora la P.Iva, io non abbia avuto alcun bonus covid, ma va bene così! A parte questo, quando si è presentata l’occasione in cui non potevo più resistere alla P.Iva, e né lei a me, ho preso subito in mano la situazione e ho fatto quello che nella mia testa mi ero preparata a fare mille volte, ma solo nei miei pensieri.

Contattare il commercialista!

SOS Commercialista.

Eh si, il commercialista è una figura indispensabile per un libero professionista che entra a pieno titolo in questa categoria. Se è un bravo commercialista, poi, sa anche consigliarti su quale tipo di P.Iva aprire, quale codice ATECO è il più adatto alla tua professione e i costi da affrontare.

Il commercialista

Si, lo so, anche voi vi sarete soffermati a rileggere codice ateco, perché chi ha un mestiere preciso come un medico o un ingegnere è facile incasellarlo in un codice ateco, non c’è mica da girarsi troppo attorno.

Ma una copywriter, come me, un codice ateco, preciso e puntuale non ce l’ha!

Allora si parte subito alla ricerca della categoria più vicina a quella del copywriter e questo fa pensare che ad essere creativo non è solo il mestiere che ho scelto di fare, ma anche il codice ateco che sceglierò, ma non troppo.

Per fortuna sul web marketing qualcuno ha avuto la lungimiranza di disegnare una categoria in cui poter far rientrare noi nomadi copywriter alla ricerca di un’identità “fiscale”.

Dopo, dunque, diverse telefonate per capire come e quando, il mio commercialista (perché nel frattempo si è passati “dal” commercialista al “mio” commercialista, in effetti è un attimo che ora comincio a chiamarlo anche “amico mio”) è partito alla carica fino ad aprirmi la tanto attesa partita iva.

Come ci si sente ad aprire la P.Iva ed entrare a pieno titolo nel fantastico mondo dei liberi professionisti?

A questa domanda mi rispondo che è da tempo che aspettavo questo momento. C’è chi mi ha detto che è solo un impiccio, che sono solo dei costi in più che peseranno sulle mie tasche.

Probabilmente è tutto vero. Ma aprire la P.Iva, per me, rappresenta entrare a pieno titolo nel mondo della libera professione.

Sembra banale perché spesso si va alla ricerca di una casella in cui inserirsi per trovare la propria identità professionale, ma paradossalmente quando non trovi quella casella che ti aspetta, e che ti accoglie, resti un pò come sospeso tra l’essere e ciò che vorresti essere.

Anche se dentro di te sai benissimo chi sei e chi vuoi essere, poterlo ufficializzare diventa un modo per non doverlo più raccontare agli altri, perché in fondo lo devi raccontare a te stessa.

Insomma, un primo traguardo in una strada non sempre in salita, dove è lì ad aspettarti, o speri che sia lì, la mèta che stai cercando di raggiungere.

Ma, intanto, un ulteriore tassello è stato aggiunto, in un periodo in cui non ci credeva nessuno, io per prima, in un contesto che solo a pensarlo il mese scorso sembrava un sogno e ora eccomi qua.

Una P.Iva da tenermi sotto braccio è una pec tra le mani.

Chi sono

Dietro la DonnaRiccia c’è il lavoro creativo di una sognatrice freelance che ama la scrittura e il modo di raccontare il mondo con i colori e le sensazioni di chi non teme le sfide.

Sono Sabrina De Prisco e sono una copywriter che scrive per gli altri e per sé con la passione di chi ha voglia di mettersi in gioco costantemente e che non si accontenta della solita routine.
Contattatemi se avete bisogno di uno storytelling per il vostro brand, di una consulenza per affrontare la giungla del web o se avete una storia da raccontare, ma vi mancano le parole. Ecco quelle le metto io!

5 commenti su “Aprire la P.IVA: gioie e dolori di un freelance

  1. È il mio obbiettivo per il 2021!

    "Mi piace"

  2. Complimenti per il tuo bellissimo blog! Ti seguo♡

    Piace a 1 persona

  3. Pingback: Non dite a mia madre che faccio la Web Copywiter. Come spiegare ai nostri genitori il lavoro di comunicazione nel digital. – La DonnaRiccia

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