Estero Viaggi

Viaggio di sola andata per Londra

Diario di Viaggio di un'italiana all'estero

Questo non è il viaggio di piacere, di cui siamo abituati a parlare, quello del turista che visita un posto durante un meritato periodo di ferie per poi rientrare a casa. Questo è il viaggio di sola andata di chi decide di lasciare per sempre la propria casa, il proprio luogo di origine, per cominciare una nuova vita oltre confine.

“Ventitré sono i kg del bagaglio da stiva, uno il biglietto che è di sola andata, due gli occhi blu di cui ti sei innamorata e che ti aspettano oltre il controllo passaporti, mille i dubbi, a bizzeffe le emozioni, inquantificabile l’adrenalina. Da quel momento in poi è tutto un flash. Ventitré sono stati i kg di ogni bagaglio da stiva che ti sei tirata dietro nel sorvolare i cieli di mezza Europa, una decina i biglietti e le strette allo stomaco nelle volte in cui hai recitato con tua mamma il rito dei saluti in aereoporto, i due occhi blu hanno smesso di guardare te alcune settimane dopo il giorno del controllo passaporti e ciò nonostante li porti cuciti dentro, come un monito, mille i dubbi, a bizzeffe le emozioni, inquantificabile l’adrenalina….”

Questo è il racconto di Annalaura, “una delle tante” emigrate all’estero che per una serie di scelte personali e professionali ha deciso di rimanerci ed è su questa sfida che si basa il suo racconto che il fattoquotidiano.it ha deciso di pubblicare.

“…Taking steps is easy; standing still is hard – come canta un’americana. Al contrario di quel che si può credere, infatti, andar via è tra i gesti più semplici che un umano possa compiere. Okay, il percorso che compi per arrivare alla decisione, il tumulto dei pensieri che ti frullano in testa per il tempo dovuto, ma poi tutto si riduce a un passo, un taglio netto, quando poggi il codice a barre del biglietto sul lettore al check-in. In un attimo hai alle spalle la vita che hai volute lasciare, diventi asettico come gli spazi bianchi e lineari dei gates delle partenze, cammini, ed è semplice farlo…”

La sfida vera è restare in un posto e accettare le sfide di una nuova realtà, affrontando il cambiamento con coraggio e determinazione. Questo è ciò che fanno tanti ragazzi e non solo per la voglia di mettersi in discussione, di crescere e ma anche poter vedere realizzati i propri sogni.

Sarà di sicuro sbagliato generalizzare, qui però credo che abbia un senso. Perché si decida di andar via è una spinta personale, mentre il fatto di scegliere di restare in un posto nuovo ed estraneo consente di abbozzare una risposta corale. Siamo qui, quindi, perché forse ci piace tentare di risolvere un enigma, creare un punto di incontro tra la frenesia e l’immobilismo, cercare, in fondo, una risposta…

Tratto dall’articolo Italiani a Londra: non chiedeteci perché siamo partiti, chiedeteci perché siamo ancora qui di Annalaura D’Angelo pubblicato su Ilfattoquotidiano.it

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