Vi è mai capitato di accedere ad una nuova app o entrare nell’area clienti di un sito e vedere campeggiare le parole “Benvenuto” o “Bentornato”?
“Chiama l’esperto o il consulente”, “Sei sicuro di voler proseguire?”, “Sei soddisfatto del prodotto o servizio”?
E via dicendo.
Ormai non ci facciamo più caso…forse, ma io si è non mi sento rappresentata.
Lavorando con le parole mi impegno ogni volta che posso a tradurre queste forme in modo inclusivo.
La lingua italiana è complessa.
Se dovessi scrivere in inglese, mi toglierei velocemente e facilmente dagli impicci con un “Welcome” o un “Are you sure …” o “Are you satisfied…” ecc.
Facile e inclusivo senza sforzi.
È una lingua che già nasce tenendo conto delle diversità.
Sono proprio fortunati/e questi inglesi/e su più fronti.
Numero 1: non sono obbligati a studiare una seconda lingua, se non per scelta o per passione. È il mondo a dover conoscere l’inglese, per cui, per loro: minimo sforzo e massimo risultato
Numero 2: sono tutti inclusi/e in una comunicazione che usa un linguaggio che rappresenta la maggioranza già dalla nascita.
Sia chi fruisce dei contenuti che chi legge non ha bisogno di sforzarsi di entrare in quel maschile suo malgrado e fare spallucce pensando “…vabbè se proprio si doveva scegliere, va da sé che si sia scelto il maschile”.
Ma poi questo “va da sé” per giustificare ogni volta l’ingiustificabile, un po’ ci ha stancate, dico bene?
Ad ogni modo, non tutto è perduto, perché per quanto sia complessa la nostra lingua e non ci venga facile come gli inglesi beccare la parolina “neutra” che vada bene per tutti e tutte, è anche vero però che formule alternative in italiano ce ne sono, eccome!
Quindi, non demordiamo e, cari colleghe e colleghi di scrittura, al posto di “Benvenuto” non costa nulla mettere un bel “Ti diamo il benvenuto”, che per fortuna già in molti casi è utilizzato sostituendo il maschile ghettizzante.
Al posto di un “Bentornato” facciamo come Canva e scriviamo “è bello rivederti”.
Al posto di “Contatta un consulente o un esperto” per poi scoprire che dall’altro lato c’è una donna che di competenze ne ha da vendere, scriviamo semplicemente “Richiedi una consulenza”.
Al posto di “Sei sicuro di voler lasciare il sito?” proviamo una formula più diretta come “Davvero vuoi lasciare il sito?”
Al posto di “Se sei soddisfatto del servizio metti un like” facciamo più bella figura se mettiamo “Ti è piaciuto il servizio? Metti un like”.
Le parole sono importanti, comincia tutto da lì e dai libri di scuola.
Su quest’ultimo tema si apre un altro capitolo in cui si insegna che la mamma cucina e il papà va a calcetto. Vabbè, anche qui ci sarebbe da scrivere un libro, non un blog post.

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