Mi sono iscritta nel circuito di EcceMamma un paio di anni fa, quando mi ero da poco trasferita a Cernusco sul Naviglio, una quiete cittadina al confine est di Milano.
Cercavo una babysitter affidabile. Non potendo utilizzare il passaparola, perché non conoscevo allora molte mamme, mi hanno consigliato questa community.
Non ho trovato la babysitter, ma tante altre cose, tra cui anche i biglietti di un concerto e l’aiuto compiti per mia figlia.
Ad ogni modo, un anno fa partecipo al primo EcceMarket in presenza nei locali della vecchia Filanda, oggi location per mostre ed eventi.
Con il mio compagno e l’aiuto delle bimbe abbiamo allestito uno stand di tutto punto. In vendita, da regolamento, prodotti per bambini e bambine, accessori, seggiolini, giocattoli, libri e vestiti.
Insomma, un mercatino dell’usato, ovviamente in buone condizioni, in vendita a prezzi super modici per consentire a noi di liberarci di oggetti e vestiti ormai non più usati e ai visitatori di acquistare a prezzi simbolici prodotti quasi nuovi.
In quell’occasione avevo venduto abiti delle principesse, giochi dei Paw patrol parcheggiati a prendere polvere da tempo e zaini e zainetti che avevo anche dimenticato di avere.
L’esperienza diretta ci aveva divertito molto.
Giocare a fare le commesse, conversare con le altre mamme i papà ci aveva impegnato positivamente la giornata. Le bimbe si erano date da fare e noi abbiamo incassato i soldi per un aperitivo.
Passato un anno arriva la comunicazione di un nuovo mercatino, questa volta organizzato online.
Mi armo di pazienza ed energia, disposta a liberarmi di altri giochi e accessori delle bimbe semi nuovi che mi guardavano dai loro angoli della casa nella speranza di una nuova vita, ma, come i giochi di Toys, sono rimasti lì nella perenne attesa.
Foto alla mano e scatti, quasi d’autore, entro di nuovo nel vivo di questa esperienza di venditrice.
Comincio con i primi prodotti a descrivere con precisione ma senza anima.
Poi, ho cominciato a divertirmi e a creare post che veicolassero un’esperienza d’acquisto.
Il prodotto prende vita. Sceglie il suo target, in gergo le sue buyer personas e acquistano anima.
Per me non è più solo vendere, ma immaginare le bimbe e i bimbi che sognano di avere quel prodotto.
Scrivo e scrivo direttamente dal cuore per loro e ricordo perché ho scelto di fare la copywriter come lavoro.
Le persone si riconoscono e arriva un messaggio che mi fa bene al cuore.

Ho scelto un lavoro bellissimo. Non sempre però quando scrivo per lavoro riesco a veicolare la magia, ci vuole coraggio e ce n’è poco.
Oggi ci riprovo a riprendermi quella magia.

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